Effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla mortalità della popolazione residente nell’area di Civitavecchia” è il titolo del rapporto presentato lo scorso maggio da un gruppo di lavoro guidato da Francesco Forastiere e da Carla Ancona del Dipartimento di epidemiologia del Lazio.

L’area che i ricercatori hanno studiato è quella del comprensorio di Civitavecchia, dove vivono circa 70.000 abitanti ed oggetto di interesse degli esperti epidemiologi per la presenza nella zona di centrali termoelettriche (Torrevaldaliga Nord e Torrevaldaliga Sud), del porto, che ha visto crescere le sue attività e di conseguenza l’inquinamento dell’aria e per il traffico veicolare. Erano, inoltre, in passato in attività ancora un’altra centrale termoelettrica ad olii combustibili ed un cementificio.

I ricercatori hanno associato ad ogni abitante una misura di quanto la zona in cui vive è stata colpita in passato dall’inquinamento industriale ed hanno verificato quanto questa misura è pericolosa per la salute. Hanno cioè calcolato quant’è il rischio di morire per aver vissuto in una zona dove si respira aria inquinata dalle diverse industrie. I ricercatori hanno anche studiato il rischio di morire tra le persone più povere rispetto alle più ricche e tra i lavoratori di diversi settori di attività economica, per esempio edilizia, porto e trasporti, rispetto ai lavoratori del settore servizi, per esempio banche e assicurazioni.

Gli abitanti delle zone più povere del comprensorio di Civitavecchia hanno un rischio più alto di morire per malattie cardiovascolari, +26%, o respiratorie, +57%, rispetto agli abitanti delle zone più ricche. A parità di età e indipendentemente dall’inquinamento della zona, i poveri muoiono prima dei ricchi. Questi risultati non sono nuovi ma sono stati già registrati in altri studi.

Per quanto riguarda, invece, l’inquinamento, quanto maggiore è l’inquinamento della zona dove vivono gli abitanti del comprensorio di Civitavecchia tanto maggiore è il rischio di morire per tumore, +11%, e per le malattie cardiache, +12%. Il rischio di morire a causa dell’inquinamento, scrivono i ricercatori, si somma al rischio di morire a causa della condizione di povertà e concludono che bisogna intervenire “limitando la esposizione della popolazione a tutte le fonti inquinanti presenti sul territorio legate agli impianti energetici, al riscaldamento, al traffico stradale e al traffico marittimo”.

Lo stesso gruppo di lavoro sta conducendo un analogo studio su un’area comprendente 7 comuni della provincia di Brindisi i cui risultati dovrebbero essere resi noti nel prossimo autunno. Le caratteristiche dell’area brindisina sono molto simili, sia pure in peggio, a quelle di Civitavecchia.

Il report su Civitavecchia è integralmente consultabile al seguente indirizzo web:

http://www.civitavecchia.gov.it/wp-content/uploads/2016/05/rapporto-DEP-Lazio.pdf